Fotovicoli 2019

Dario Camilotto

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UTOPIA BURNING MAN

In un punto remoto nel deserto del Nevada (USA), dall’unica strada cui vi si accede, “Black Rock City” appare come una nuvola di polvere. Sul bacino di un antico lago salato, dal 1991, ogni anno, per otto giorni, una tribù di esseri umani, decide di vivere in un “non luogo”.
Il festival è descritto dagli organizzatori come esperimento in comunità, radicale espressione di sé e radicale fiducia in sé. Ognuno dei partecipanti è democraticamente libero di organizzare esibizioni, mostre d’arte, performance, workshop. Ogni partecipante deve portare cibo e acqua per la propria sopravvivenza e le uniche cose in vendita nella città sono ghiaccio e caffè; il baratto e il dono sono le uniche forme ammesse di passaggio di proprietà di beni, cibo e acqua. Il festival è organizzato da Black Rock City, LLC, sotto la guida di uno dei fondatori, Larry Harvey, e altri cinque membri del comitato, di cui fanno parte Marian Goodell, Harley Dubois, Michael Michael, Will Roger Peterson e Crimson Rose.
La condivisione, il rispetto per il prossimo e la natura, la libertà di espressione artistica, l’amore, sono solo alcuni cardini attorno ai quali ruota l’intera filosofia del Burning Man. Il tempo sembra dilatarsi in una sorta di curvatura spazio-temporale, non esistono orologi e cellulari, non si comunica con l’esterno e i giorni sono di un’interminabile bellezza.
Di giorno, a fine agosto, le temperature superano i °40 C, mentre le notti possono essere molto rigide. In ogni momento della giornata si alternano eventi di ogni genere. La sera è un trionfo di luci che si sciolgono in una vorticosa danza, tutto è un eterno movimento. Le tempeste di sabbia ti sorprendono alle spalle mentre pedali su polvere finissima e sospendi i pensieri scivolando verso una nuova dimensione.

Contatti:
Email: dariocamilotto@gmail.com
Sito web: www.dariocamilotto.com
Instagram: dario_camilotto_photography

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